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UN AMORE SUPREMO
Parker, Davis, Coltrane, Monk, Mingus, Baker, Ellington e tanti altri, i gregari poco noti e i titani d’ogni tempo, prendono posto con Ragagnin sul palco di un’indimenticabile session. Il libro sarà una sorpresa per tutti gli amanti del jazz e per chi si sta avvicinando a questa musica; le prose vibranti di Ragagnin ripercorrono le tappe di un secolo di uomini e note, descrivendo con un linguaggio vivo e brillante le storie segrete di una musica che ha caratterizzato la nostra cultura. La penna di uno degli scrittori più interessanti ed eclettici della nuova narrativa italiana si mette al servizio di una passione sconfinata per una musica che vanta un numero sempre più alto di appassionati e di intenditori. Un amore supremo si candida a diventare un classico della letteratura dedicata al jazz. E già, il labirinto. Uno che vive in mezzo ai libri e che ha costruito la propria arte sulle parole sta parlando di quel suono in cui tu vivi e di cui hai fatto il
tuo respiro ed è venuto da te in una serata di limpida mezzaluna innaffiata
da birra rossa e vodka e melanzane a chiederti di aprire con parole tue i suoi
64 racconti sul suono degli uomini – bada bene con “parole” e non con quelle
note che hai imparato ad articolare per modellare i tuoi pensieri. Allora
ti senti come Icaro che è volato via dal labirinto delle pagine di Queneau e
non sai più chi sta raccontando la storia di chi, chi scrive e chi suona, chi
suona e chi scrive, sai solo che anche lui, quello che ha scritto per primo,
conosce il segreto di quella roba stupenda che chiamiamo jazz, il che vuol
dire che è riuscito anche lui a scoprire la magia che si nasconde dietro a ogni
singola nota di Coltrane e a quelle di tutti gli altri – quella assurda alchimia
che riesce a dare alle note la forma di una bolla, di tante bolle di sapone perfette
e uniche, che forse pesano ognuna ventuno grammi, quasi a rappresentare
l’anima di chi le ha create. |
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