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WAYNE SHORTER. IL FILOSOFO COL SAX
La sua carriera cinquantennale è un flusso ininterrotto di musica sempre personalissima e traboccante di idee. Ma egli è anche, al di là della musica, un guru: a sentirlo parlare si viene trascinati in un mondo parallelo, dove la verità appare sempre come metafora, e la realtà s'intreccia con i simboli di cui essa è portatrice. Shorter è il filosofo di una filosofia che crede ancora allo stupore infantile, all'enigma della vita che viviamo ogni giorno, alla musica come strumento per accedere a dimensioni sconosciute dell'esperienza e della conoscenza: un umanesimo nuovo, ma dal cuore antico. Il Buddismo, la fantascienza, il misticismo e l'arte sono per lui il tessuto connettivo di un modo di esistere: di una vita impegnata nel continuo reflettere sul mistero stesso del vivere. Con una scelta consona alla sua natura anticonformista, Shorter ha voluto come biografo non un nome altisonante della critica o dell'accademia, ma una sensibilità femminile, morbida e acuta, estranea a ogni erudita militanza jazzistica e capace di cogliere le vibranti sfumature della sua filosofia personale, di rievocare con passione e coinvolgimento i momenti - magici e tragici - della sua esistenza umana e artistica.
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